
Che cosa accade quando una fotografia smette di limitarsi a mostrare un corpo e comincia a identificarlo, classificarlo, sorvegliarlo? È da questa domanda che prende avvio Il corpo e l’archivio di Allan Sekula, uno dei testi più influenti sulla natura politica della fotografia documentaria.

What if a book wasn’t an endpoint but an infrastructure?

L’underground non è un rifugio romantico ai margini, ma un laboratorio permanente di futuri possibili. Un avamposto in cui in condizioni di relativa autonomia si sperimentano modelli culturali e sociali che il sistema dominante scarta come inefficienze, e che la storia, sovente, finisce per riconoscere come anticipazioni.