Scans of zines about raves and rave culture.

Il Sognatore Supremo governa il suo regno sostenuto da una crudele forza di polizia e da un programma televisivo seduttivo omnipresente che mantiene la popolazione in uno stato di torpore e passività. La chiave del potere del Sognatore è il suo cappello, e un giorno viene rubato da un ribelle.
Dall’Hacker Art di Tommaso Tozzi al centro sociale degli Autistici/Inventati e la mostra AHA. Nascita e sviluppo dell’hacktivism italiano.
Speculating about Media Preservation after Collapse
Abigail De Kosnik
Conversation on Digital Archiving Practices
With Geert Lovink
By Davide Giorgetta & Valerio Nicoletti
L’intervista al fondatore di Monoskop è un’occasione per parlare di biblioteche digitali e del loro ruolo nell’ecosistema editoriale.


In the 1980s or early 1990s, public internet had not yet democratized and devolved information to the lowest common denominator. The only source of news came from either the mainstream, or tiny xeroxed magazines published by citizen volunteers. Six big companies controlled the music industry.
Zines routed around this monopoly with news, analysis, interviews, and contact information for underground metal. Knitted together by a postal network of letter-writers and tape traders, they united bands and fans for a genre that was too small and too alienated for the mainstream press.
We’ve put together an archive of metal zines from the classic period. It’s a free text directory tree, so there’s no fancy navigation, just the raw PDFs and JPGs themselves.
https://cdn.deathmetal.org/zines
Dentro questa fermentazione la mobilitazione di sinistra, sopravvissuta al ridimensionamento degli anni Ottanta, troverà una nuova capacità d’attivazione – anzi una vera e propria (e inaspettata) rinascita – tramite il “centro sociale”, anzi: per mezzo del ciclo d’espansione di questo caratteristico e molto “locale” luogo della partecipazione non convenzionale. Gli anni tra il movimento studentesco della Pantera (1990) e le manifestazioni contro il G8 di Genova (luglio 2001) – oltre a identificare una cornice cronologica e interpretativa alternativa e “dal basso” della partecipazione politica non convenzionale – costituiscono l’ulteriore, e forse ultimo, episodio di questa “vocazione laboratoriale” della sinistra in Italia.

Che cosa accade quando una fotografia smette di limitarsi a mostrare un corpo e comincia a identificarlo, classificarlo, sorvegliarlo? È da questa domanda che prende avvio Il corpo e l’archivio di Allan Sekula, uno dei testi più influenti sulla natura politica della fotografia documentaria.

What if a book wasn’t an endpoint but an infrastructure?

L’underground non è un rifugio romantico ai margini, ma un laboratorio permanente di futuri possibili. Un avamposto in cui in condizioni di relativa autonomia si sperimentano modelli culturali e sociali che il sistema dominante scarta come inefficienze, e che la storia, sovente, finisce per riconoscere come anticipazioni.