

A linkblog by Archivio Grafton9: web documents on the archives of social movements, underground cultures and the memory of political struggles.

Pubblicato per la prima volta nel 1986, il saggio ricostruisce la nascita dei sistemi fotografici di identificazione e catalogazione sviluppati tra XIX e XX secolo, mettendo in relazione fotografia criminale, fisiognomica, polizia e pratiche d’archivio. Sekula mostra come l’immagine fotografica, presentata come prova oggettiva della realtà, sia in realtà parte di un dispositivo più ampio di conoscenza e controllo.
Al centro del libro è dunque l’archivio come dispositivo di potere: non un luogo neutrale in cui conservare immagini, ma una struttura capace di produrre categorie, stabilire gerarchie e definire ciò che viene considerato normale o deviante. A quarant’anni dalla sua pubblicazione, Il corpo e l’archivio conserva intatta la propria urgenza critica, mentre immagini e dati continuano ancora oggi a organizzare l’identificazione, la classificazione e il controllo dei corpi.